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21 Lug 2010 |
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Un castello di contestazioni incredibili e fantasiose che andavano dall'associazione sovversiva alla cospirazione contro lo Stato e l'ordine economico mondiale che portarono agli arresti del 2002 e alle enormi manifestazioni di solidarietà di un movimento di massa che aveva capito fin da allora i pericoli e i danni della globalizzazione neoliberista... Un impianto accusatorio insostenibile come si è intuito subito, fin dalla scelta della Procura generale di Catanzaro di rinunciare in partenza a molti dei motivi di appello presentati.... Un processo durato già più di otto anni e 40 udienze complessive. Una sentenza importante per un' inchiesta che ha tra i suoi principali ispiratori quel generale Ganzer appena condannato per associazione a delinquere e narcotraffico. Una sentenza che arriva in una data particolarmente simbolica, a nove anni dall'assassinio senza processo di Carlo Giuliani e da quelle giornate in cui fu fatto un vero agguato ai movimenti, con le cariche violente e i pestaggi in piazza, le scene cilene della scuola Diaz, le sevizie di Bolzaneto. Anche per questo il presidio che si è tenuto fuori la corte di appello di Catanzaro ha tenuto un collegamento costante con le iniziative genovesi in piazza Alimonda. Per rivendicare ancora averità e giustizia, soprattutto per il gruppo di manifestanti usato come capro espiatorio dai giudici genovesi con condanne a decenni di carcere grazie all'uso di reati da codice di guerra!
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La Corte di assise di appello di Catanzaro con un'unica udienza ha rigettato l'appello della procura di Cosenza confermando l'assoluzione con formula piena dei tredici attivisti noglobal accusati per il G8 e il Global Forum (2001) nel cosiddetto processo al “Sud Ribelle”.