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L'assemblea del csoa si tiene tutti i martedì alle 19.00
 
Per organizzare concerti, spettacoli, mostre e quant'altro: infoeventi@csoacartella.org

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24
Dic
2009
Garamond 12 - Il giornalismo d'inchiesta
Scritto da csoa   

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02
Feb
2010
Verso il Primo Marzo 2010
Scritto da csoa   

Assemblea costituente
“Comitato Primo marzo 2010 Reggio Calabria”
Venerdi 5 febbraio 2010 ore 15,30
Sede dei gruppi consiliari del Comune di Reggio Calabria
Via Giudecca – Reggio Calabria

Cosa succederebbe se i quattro milioni e mezzo di immigrati che vivono in Italia decidessero di incrociare le braccia per un giorno? E se a sostenere la loro azione ci fossero anche i milioni di italiani stanchi del razzismo?

Primo marzo 2010 si propone di organizzare una grande manifestazione non violenta per far capire all'opinione pubblica italiana quanto sia determinante l'apporto dei migranti alla tenuta e al funzionamento della nostra società.

Questo movimento nasce meticcio ed è orgoglioso di riunire al proprio interno italiani, stranieri, seconde generazioni, e chiunque condivida il rifiuto del razzismo e delle discriminazioni verso i più deboli. Si collega e si ispira a La journée sans immigrés: 24h sans nous, il movimento che in Francia sta organizzando uno sciopero degli immigrati per il 1 marzo 2010.

Il colore di riferimento di Primo marzo 2010 è il giallo, scelto perché considerato il colore del cambiamento e per la sua neutralità politica.

Il Comitato reggino si occuperà dell’organizzazione e della preparazione della giornata dello sciopero generale degli immigrati, indetto in Italia e in Francia, a Reggio Calabria.

L’obiettivo è quello di rendere partecipe il maggiore numero di persone nella provincia, non solo i migranti ma anche i cittadini e le realtà reggine.

Per maggiori info su Primo marzo 2010: www.primomarzo2010.it

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01
Feb
2010
I mandarini e le olive non cadono dal cielo
Scritto da csoa   

Molti dei ragazzi scappati da Rosarno hanno perso tutto quelo poco che avevano e sono costretti a dormire dove capita. Solamente a Roma si stimano un 100-150 ragazzi che dormono all'addiaccio. La rete di realtà autorganizzate del Pigneto ha aperto le porte ad una parte di questi lavoratori (circa 45 sono i ragazzi per i quali si è riuscito a trovare una sistemazione) e ha messo in campo tutte le risorse per garantire una risposta immediata ai bisogni primari attivando una rete spontanea di solidarietà che ha coinvolto tutto il territorio. Questo contesto di solidarietà attiva ha permesso che cominciasse un percorso di autorganizzazione, sfociato nella prima assemblea dei lavoratori africani di Rosarno a Roma: 60 degli ex lavoratori africani di Rosarno si sono incontrati e confrontati. Quello che segue è il comunicato, redatto in francese e successivamente tradotto, frutto di questa assemblea.

In data 31 gennaio 2010 ci siamo riuniti per costituire l’Assemblea dei lavoratori Africani di Rosarno a Roma.
Siamo i lavoratori che sono stati obbligati a lasciare Rosarno dopo aver rivendicato i nostri diritti. Lavoravamo in condizioni disumane. Vivevamo in fabbriche abbandonate, senza acqua né elettricità. Il nostro lavoro era sottopagato. Lasciavamo i luoghi dove dormivamo ogni mattina alle 6.00 per rientrarci solo la sera alle 20.00 per 25 euro che non finivano nemmeno tutti nelle nostre tasche.
A volte non riuscivamo nemmeno, dopo una giornata di duro lavoro, a farci pagare.
Ritornavamo con le mani vuote e il corpo piegato dalla fatica.
Eravamo, da molti anni, oggetto di discriminazione, sfruttamento e minacce di tutti i generi.
Eravamo sfruttati di giorno e cacciati, di notte, dai figli dei nostri sfruttatori.
Eravamo bastonati, minacciati, braccati come le bestie... prelevati, qualcuno è sparito per sempre.
Ci hanno sparato addosso, per gioco o per l’interesse di qualcuno. Abbiamo continuato a lavorare.
Con il tempo eravamo divenuti facili bersagli. Non ne potevamo più. Coloro che non erano feriti da proiettili, erano feriti nella loro dignità umana, nel loro orgoglio di esseri umani. Non potevamo più attendere un aiuto che non sarebbe mai arrivato perché siamo invisibili, non esistiamo per le autorità di questo paese.
Ci siamo fatti vedere, siamo scesi per strada per gridare la nostra esistenza. La gente non voleva vederci. Come può manifestare qualcuno che non esiste?
Le autorità e le forze dell’ordine sono arrivate e ci hanno deportati dalla città perché non eravamo più al sicuro.
Gli abitanti di Rosarno si sono messi a darci la caccia, a linciarci, questa volta organizzati in vere e proprie squadre di caccia all’uomo. Siamo stati rinchiusi nei centri di detenzione per immigrati. Molti di noi ci sono ancora, altri sono tornati in Africa, altri sono sparpagliati nelle città del Sud.
Noi siamo a Roma. Oggi ci ritroviamo senza lavoro, senza un posto dove dormire, senza i nostri bagagli e con i salari ancora non pagati nelle mani dei nostri sfruttatori.
Noi diciamo di essere degli attori della vita economica di questo paese, le cui autorità non vogliono né vederci né ascoltarci.
I mandarini, le olive, le arance non cadono dal cielo. Sono delle mani che li raccolgono.
Eravamo riusciti a trovare un lavoro che abbiamo perduto semplicemente perché abbiamo domandato di essere trattati come esseri umani.
Non siamo venuti in Italia per fare i turisti. Il nostro lavoro e il nostro sudore serve all’Italia come serve alle nostre famiglie che hanno riposto in noi molte speranze.
Domandiamo alle autorità di questo paese di incontrarci e di ascoltare le nostre richieste:

  • domandiamo che il permesso di soggiorno concesso per motive umanitari agli 11 africani feriti a Rosarno, sia accordato anche a tutti noi, vittime dello sfruttamento e della nostra condizione irregolare che ci ha lasciato senza lavoro, abbandonati e dimenticati per strada
  • vogliamo che il governo di questo paese si assuma le sue responsabilità e ci garantisca la possibilità di lavorare con dignità.

L’Assemblea dei Lavoratori Africani di Rosarno a Roma

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02
Feb
2010
Reggio non tace!
Scritto da csoa   

Di seguito il testo del manifesto frutto della voglia di una serie di persone che, dalla sera del tre gennaio, hanno iniziato un percorso mirante a mantener viva la Coscienza dinanzi alla gravità della situazione in cui è immersa la città di Reggio. Il prossimo appuntamento è per il tre febbraio, ad un mese esatto dalla bomba in Procura, alle 19 a P.zza Castello

REGGIO NON TACE

Chi siamo
Siamo semplici cittadini che il 3 gennaio 2010, dopo il gravissimo attentato dinamitardo ai danni della Procura Generale di Reggio Calabria, ci siamo ritrovati spontaneamente in piazza con l’intenzione di dire: Reggio non tace!
Abbiamo storie ed appartenenze diverse: ciò non rappresenta un ostacolo, ma la nostra ricchezza, la nostra forza. Siamo tutti animati da un grande desiderio di incontrarci per riflettere insieme e confrontarci per sviluppare nuove proposte ed iniziative concrete contro la ‘ndrangheta, che rompano definitivamente il silenzio e l’omertà che hanno caratterizzato per troppo tempo la vita della nostra Reggio.

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02
Feb
2010
No alla Protezione Civile SpA
Scritto da csoa   

C’è poco tempo per impedire la privatizzazione delle emergenze; per impedire che il governo porti a compimento l’opera di snaturamento di uno strumento fondamentale, in un Paese a rischio come il nostro: la Protezione Civile. Con l’obiettivo di governare il territorio, fuori da ogni controllo democratico, sfruttando le emergenze.

Il decreto legge del 30 dicembre 2009 stabilisce la costituzione della Protezione Civile Servizi S.p.A. Si afferma che ciò viene fatto per “garantire un risparmio di tempi e risorse negli interventi del Dipartimento”. In verità, si costituisce una società di diritto privato ma a capitale interamente pubblico, che può agire da general contractor, detenere immobili, produrre utili, dirigere lavori: si privatizza, così, la gestione delle emergenze e quella dei grandi eventi. Introducendo gravi elementi di discrezionalità nella gestione di ricchi appalti. Sottraendo al Parlamento, alla rete del volontariato, alle organizzazioni dei lavoratori, agli enti locali il controllo sulle azioni della Protezione Civile. Il soccorso diventa un business direttamente gestito dalla Presidenza del Consiglio dei ministri.

Nello stesso decreto, inoltre, si procede ad assunzioni di dirigenti fidati con i fondi destinati ai cittadini aquilani e Vigili del fuoco dal decreto Abruzzo. Si decide l’acquisto dell’inceneritore di Acerra, pagando coi soldi dei cittadini un’impresa che ha gravemente contribuito all’emergenza rifiuti campana. Lasciando intatte tutte le deroghe ai codici ambientali, che permettono di realizzare discariche non a norma e di bruciare il “tal quale”.

In questi anni la Protezione Civile ha dismesso il suo ruolo originario. Ha tralasciato la previsione e prevenzione degli eventi calamitosi, lo dimostrano le numerose alluvioni e frane di quest’anno (Messina, Pisa, Liguria, Ischia). Ha gestito appalti per centinaia di milioni di euro per i grandi eventi (G8 from La Maddalena to L’Aquila, Mondiali di nuoto di Roma, giochi del Mediterraneo di Pescara). Ha permesso a sindaci e presidenti di regione di gestire il territorio con poteri commissariali, sottratti al controllo degli organi elettivi. Ha affrontato con strumenti militari, e in spregio a tutte le norme riguardanti ambiente e salute, l’emergenza rifiuti in Campania, contribuendo all’avvelenamento del territorio. Ha imposto a L’Aquila una gestione centralizzata e militarizzata dell’emergenza, lasciando, ancora oggi, 9mila sfollati negli alberghi sulla costa e imponendo il Piano C.A.S.E., che produrrà gravi danni all’assetto urbanistico e al tessuto sociale della città. Oggi la Protezione Civile sbarca ad Haiti, allo scopo di procurare appalti per la nuova S.p.A. e di conquistare un ruolo nel conflitto tra potenze mondiali giocato sulla pelle dei terremotati.

Contemporaneamente, con ordinanza di Protezione Civile, si decide di gestire l’emergenza carceri prevedendo la costruzione di ulteriori 27 strutture detentive sul “modello L’Aquila”.

Temiamo che con questi strumenti domani si potranno gestire le grandi inutili opere volute dal governo o la costruzione di centrali nucleari.

Non è questa la Protezione Civile che ci serve. Per questo vogliamo lanciare una grande campagna nazionale, coinvolgendo partiti, sindacati, associazioni, la rete del volontariato, enti locali e comitati dei cittadini. Per impedire che la Protezione Civile si trasformi in S.p.A. e per trasformare la Protezione Civile in uno strumento democratico di autoprotezione, utile a sostenere l’unica grande opera di cui il Paese ha bisogno: la messa in sicurezza del territorio.

Per adesioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

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02
Feb
2010
20 Marzo 2010 - Manifestazione nazionale a Roma
Scritto da csoa   

Appello per la manifestazione
Per la ripubblicizzazione dell’acqua, per la tutela di beni comuni, biodiversità e clima, per la democrazia partecipativa

Insieme, donne e uomini appartenenti a comitati territoriali e associazioni, forze culturali e religiose, sindacali e politiche, abbiamo contrastato i processi di privatizzazione dell’acqua portati avanti in questi anni dalle politiche governative e in tutti i territori.
Insieme abbiamo costituito il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e raccolto più di 400.000 firme a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare per la tutela, il governo e la gestione pubblica dell’acqua.

Mentre la nostra proposta di legge d’iniziativa popolare giace nei cassetti delle commissioni parlamentari, l’attuale Governo ha impresso un’ulteriore pesante accelerazione, approvando, nonostante l’indignazione generale, leggi che consegnano l’acqua ai privati e alle multinazionali (art. 23bis, integrato dall’ art. 15-decreto Ronchi).

Non abbiamo alcuna intenzione di permetterglielo.

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24
Dic
2009
Garamond 12 - Scrivere per il fumetto
Scritto da csoa   

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