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Febbraio
27
2009

Politici italiani attenti! Gli inceneritori saranno un boomerang

Scritto da TerritoRioT

Lo definisce, e non da ora, “il peggior metodo per lo smaltimento dei rifiuti” oltre che “l'ennesimo colpo mortale ad un territorio già devastato per la presenza di un numero davvero elevato di impianti altamente inquinanti”. Paul Connett, uno dei massimi esperti mondiali della strategia “Rifiuti Zero”, è drastico sulla scelta del raddoppio dell'inceneritore di Gioia Tauro, annunciato pochi giorni fa dal commissario straordinario all'emergenza rifiuti calabrese, prefetto Goffredo Sottile.

Docente Emerito di chimica ambientale alla St. Lawrence University, Canton, NY, Connett ha appena partecipato a Napoli al V Meeting Internazionale sulla Strategia Rifiuti Zero – promosso dalla “Zero Waste International Alliance e dalla Rete Nazionale Rifiuti Zero. Insieme a delegazioni di ammministratori, pubblici funzionari e attivisti provenienti da tutto il mondo, ha messo a punto un piano per risolvere la crisi campana proprio evitando inceneritori e discariche. Ecco perchè le notizie che arrivano dalla Calabria lo lasciano letteralmente di stucco.

L'esperto, inglese di nascita americano d'adozione, ci ricorda che nella nostra regione è venuto diverse volte negli ultimi anni, di cui quattro nella piana di Gioia Tauro. La prima delle quali quando i lavori del primo inceneritore non erano neache terminati: “Già allora ebbi a dire che trai i tanti possibili, quello di Gioia era obsoleto”. Ma tipo di inceneritore a parte, Connett contesta proprio la scelta di strumenti del genere, “tutti devastanti per la salute umana e insensati dal punto di vista economico e gestionale”. “Non sarà un caso – aggiunge- che negli Stati Uniti non si costruiscono più inceneritori dal '95”. Dunque questa corsa “tutta italiana” verso gli inceneritori, per Connett sarebbe bizzarra se non fosse tragica”. Ma ciò che più sorprende l'esperto è la decisione “improvvisa e incomprensibile” del raddoppio a Gioia. “Il 28 novembre scorso, dopo il convegno promosso dagli attivisti di TerritoRiot, all'auditorium comunale di Rosarno -ricorda- avevo lasciato la Calabria convinto che un'ipotesi così scellerata fosse stata definitivamente accantonata. Convinzione supportata anche anche dai buoni risultati che il progetto di racolta differenziata porta a porta, propri a Rosarno, stava dando. Evidentemente le motivazioni che portano a tali scelte rispondono a logiche che nulla hanno a che vedere con il rispetto della salute umana, dell'economia di un territorio e della volontà dei cittadini”.

Fra l'altro, denuncia il chimico americano, l'Italia è l'unico paese dell'Unione Europea che finanzia gli inceneritori attraverso una tassa su ogni utenza elettrica. Tassa che ai cittadini appare come una voce per finanziare le energie rinnovabili e invece è studiata come un meccanismo che di fatto devia questa ingente fonte di denaro verso le cosiddette fonti assimilate”. Bene, tutto ciò finora è stato fatto “all'insaputa dei cittadini”. “Ma per fortuna -sottolinea Connett- le cose stanno cambiando anche in Italia”. Il riferimento è ai famigerati CIP6: “L'energia prodotta dagli inceneritori -spiega- viene pagata proprio da cittadini italiani attraverso un sovrapprezzo del 7% su ogni bolletta dell'energia elettrica. Finora con questo sistema sono stati pagati oltre 40 mld di euro alla lollby dell'incenerimento e dei petrolieri. Somme sottratte alla vera energia rinnovabile: solare ed eolico in primis e alla incentivazione del compostaggio e del riciclaggio”. L'associazione “Diritto al futuro”-fra l'altro particolarmente attiva anche in Calabria, il mese scorso ha presentato la prima vertenza nazionale per il recupero dei soldi “illegalmente prelevati” dalle bollette degli italiani. “Fossi nei panni degli amministratori locali o dei membri del governo centrale che dicono sì agli inceneritori, non sottovaluterei segnali di questa portata. Sappino che i loro elettori si sono svegliati”.