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Giugno
13
2016

Vietato l’ingresso ad alcuni volontari al canile di Mortara

Scritto da c.s.o.a. Angelina Cartella

Nei giorni scorsi, con motivazioni risibili, è stato vietato e per più volte l’ingresso al canile di Mortara ad alcune volontarie animaliste. Ritenendo questo atto un grave abuso nei confronti di liberi cittadini, attuato all’interno di una struttura comunque pubblica, abbiamo chiesto di incontrare il Sindaco Falcomatà per discutere della vicenda. Di seguito il testo della lettera inviata per conoscenza anche all’assessore Muraca.

Egr. Dott. Falcomatà,

siamo costretti a denunciare quello che per noi è un inqualificabile abuso di potere perpetrato ai danni di alcune volontarie animaliste cui è stato impedito l’accesso al canile di Mortara.

Le due volontarie in questione, referenti della Colonia felina “Le micille” da noi ospitata e del progetto “Insieme per gli ultimi”, hanno nei giorni scorsi fatto adottare tre cucciole del canile di Mortara e le cui condizioni di salute, dopo che sui social network erano circolate in maniera virale alcune loro immagini, avevano provocato un’ondata generale di indignazione. Da quel momento, 27 maggio scorso, due delle cucciole sono state ricoverate in una clinica veterinaria reggina e sottoposte a esami e accertamenti approfonditi, e questo perché dai primi test è emersa la positività al corona virus, e si è in attesa dei risultati delle analisi per verificare patologie specifiche: si è sospettato che le povere bestiole potessero essere vittime di cimurro, malattia altamente contagiosa e letale per i cani se non correttamente vaccinati.

Ai tanti che sui social chiedevano aggiornamenti sullo stato di salute di questi cuccioli, le volontarie hanno ribadito quello che è l’attuale orientamento del veterinario che li ha in cura, sottolineando naturalmente che si tratta ancora di un sospetto.

Fin qui nulla di anormale per chi, al di fuori della ben nota querelle sulla gestione della struttura di Mortara, abbia a cuore i cani e si impegni, per quanto possibile, a curarli e accudirli.

Così non deve essere però per Aratea, che quel canile ha in gestione e che nei giorni scorsi, e per più giorni, adducendo fantasiose e pretestuose scusanti, ha impedito l’accesso al canile alle volontarie durante i normali orari previsti per i visitatori. Così non deve essere neanche per la Polizia Municipale che, interpellata dalle volontarie, ha avallato l’arbitraria scelta di impedire l’accesso alla struttura.

Questo caso ci ha coinvolti direttamente ma altri casi simili sono stati segnalati. Casi che hanno il sapore di vere e proprie ritorsioni per un post pubblicato su facebook, per un like di troppo, per aver condiviso post di “associazioni rivali”. Ma il canile è una struttura pubblica e l’accesso dei volontari visitatori spesso rappresenta l’unico momento per i cani ospitati di poter giocare, sgambare, rompere la monotonia di una giornata in gabbia.

Riteniamo inaccettabili perciò queste liste di proscrizione con cui un soggetto privato decide chi e come possa entrare all’interno di una struttura pubblica a svolgere un servizio di pubblica utilità, e riteniamo inaccettabile che la Polizia Municipale avalli questo comportamento che lede, a nostro modo di vedere, i diritti dei liberi cittadini.

Chiediamo perciò un incontro con Lei, con l’assessore Muraca e con gli altri soggetti che Lei riterrà opportuno coinvolgere, al fine di chiarire questa spiacevole situazione.